Crostata bimby con confettura pere e cioccolato


pere e cioccolato

La frolla di questa deliziosa crostata l’ho realizzata con il Bimby. La ricetta è quella originale. L’ho trovata buonissima e usato la stessa pasta anche per fare dei semplicissimi biscotti per la colazione.
La confettura è stata una piacevole sorpresa. Una produzione artigianale di un’azienda della nostra zona, l’Alpenzu.

pere e cioccolato

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Crostata con confettura di pere e cioccolato
Ricetta pasta frolla fatta con il Bimby
Porzioni
Ingredienti
Porzioni
Ingredienti
Istruzioni
  1. Mettete nel boccale lo zucchero e polverizzate 15 sec. vel. 10.
  2. Aggiungete il burro, la farina, l'uovo, il sale, lo zucchero e l'aroma vaniglia. Impastate 30 sec. del. 5.
  3. Lavorate l'impasto a mano per formare un panetto. Avvolgetelo nella pellicola trasparente e lasciate riposare in frigo per almeno 1 ora.
  4. Preriscaldate il forno a 190° statico e ungete lo stampo da crostata.
  5. Stendete l'impasto. Rivestite lo stampo togliendo la pasta in eccesso e bucherellate il fondo.
  6. Aggiungete la confettura e decorate a piacere.
  7. Cuocete la crostata per 20/25 minuti.

Frolla Bimby

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Torta alle carote con farina di nocciole

TORTA ALLE CAROTE

Questa torta alle carote nasce da un’idea di Marisol del blog La Manina Golosa ma rivisitata in base alla disponibilità degli ingredienti nella mia dispensa ? nasce così la torta alle carote ? (del nostro orto ovvio) con farina di nocciole ?
Se devo essere sincera a me non è piaciuta tanto ed ero molto indecisa se pubblicare la ricetta. Ma poiché a mio marito è piaciuta tanto ho deciso di farlo. Forse ho usato troppa farina di nocciole, e il risultato è stato quello di “nascondere” il sapore delle carote.
Se provate a rifarla fatemi sapere ?

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Torta alle carote
Istruzioni
  1. Accendete il forno a 190° funzione statica
  2. Grattugiate le carote.
  3. Montate le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso.
  4. Continuando a mescolare, incorporate al composto la farina setacciata, il sale e il lievito. Successivamente aggiungete alternandoli, il latte e l'olio.
  5. Infine unite la farina di nocciole e le carote.
  6. Continuate a mescolare fino a ottenere un composto omogeneo.
  7. Versate l’impasto in una teglia da 24 cm imburrata e infarinata e infornate per 30 minuti, poi abbassate la temperatura a 160° e proseguite per altri 10 minuti.
  8. Fate sempre la prova stecchino perché non tutti i forni sono uguali.

Torta autunnale carote e nocciole

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Ogni giorno è un altro giro di giostra

A un certo punto tutto ha iniziato a vacillare e ho iniziato a dubitare di ogni mia convinzione.
Ho messo in discussione me stessa e le mie scelte.
Ho avuto paura di non sapere affrontare anche le più banali delle situazioni.
Tutto è cominciato la settimana che Nicolò ha avuto l’otite.
Ero già abbastanza sotto stress per quel fax inviato, per aver preso la decisione di fermarmi, di mettere un bel punto e andare a capo. E anche se sono convinta che dare le dimissioni è stata la scelta migliore, soprattutto per la pochissima considerazione che mi hanno riservato, mi sono sentita insicura.
Ma non potevo fare altrimenti… e da qualche parte ho trovato il coraggio di lasciare un lavoro a tempo indeterminato.
Lo stesso giorno che ho dato le dimissioni, abbiamo portato Nicolò in pronto soccorso per una brutta otite bilaterale.
Sono stati giorni difficili. Lui che stava male e io che facevo fatica a consolarlo e a fargli prendere le medicine. Mi sentivo inadeguata.
Poi mi sono ammalata pure io.
Lui continuava a volere solo me. Io arrivavo a fine giornata stremata.
Poi ci sono state alcune discussioni con mio marito che mi ha chiesto di mettere da parte il passato, per essere disponibile con chi, nei mesi in cui avevo più bisogno, mi ha chiuso la porta in faccia.
Ho passato giorni in cui ero sempre nervosa. Giorni in cui perdevo la pazienza per niente e anche cose di poca importanza diventavano una tragedia.
Sentivo crescere un’intensa sensazione di monotonia e di incertezza.
In più, tutto il giorno chiusi in casa e la mancanza di chiacchiere tra adulti non mi aiutava.
Ho provato a sfogarmi tra le pagine del mio blog, ma non ci sono riuscita e per un attimo ho anche pensato di chiudere tutto.
Stavo annegando in un bicchiere d’acqua, e la cosa assurda è che me ne rendevo conto.
Poi ho capito.
Ho capito che le emozioni, in questo folle giro di giostra, le devo abbracciare tutte, quelle belle e anche quelle che non mi piacciono.
Ho capito di essere fortunata.
Ho capito di essere fortunata a essere una mamma, anche se non è sempre facile.
Ma soprattutto ho capito quanto erano insignificanti “quei” problemi.
E sono tornata sorridente alla vita di tutti i giorni. Ho messo da parte la mia fragilità, e sono tornata qui, nel mio luogo ideale, a fare il punto di quello che è accaduto.
Ad analizzare le scelte che ho fatto.
A confrontarmi con altre mamme che vivono le mie stesse emozioni.
Sono tornata qui a scrivere perché per me è terapeutico, e solo adesso che rileggo questo post prima di pubblicarlo mi rendo conto di quanto mi aiuta a confrontarmi con me stessa e a dare un ordine alle mie idee!

 

Giro in giostra

Vivo ora, qui, con la sensazione che l’universo è straordinario, che niente ci succede per caso e che la vita è una continua scoperta. E io sono particolarmente fortunato perché, ora più che mai, ogni giorno è davvero un altro giro di giostra.
(Tiziano Terzani)

Parliamo di svezzamento – La nostra esperienza

Da diversi anni c’è una nuova filosofia dello svezzamento che ha trovato larga diffusione tra i genitori. Sto parlando dell’autosvezzamento, che ha conquistato tutti tranne la sottoscritta. E non perché io sia contraria, anzi… se arrivate alla fine di questo post ve ne rendete conto.

Pertanto io vi riporterò la nostra personale esperienza con lo svezzamento un pò più “tradizionale”.

Ancora oggi sono convinta che sia stato lui, mio figlio, a guidarmi e che per noi è stato l’approccio più corretto e pratico.

Abbiamo iniziato con la frutta a merenda (un frutto per volta) a cinque mesi e mezzo circa, visto che era allattato esclusivamente al seno. Inizialmente pochi cucchiaini, poi siamo passati all’intero vasetto.

Successivamente ho cominciato a proporgliela anche la mattina, e lui l’ha sempre gradita.

Dopo alcune settimane dall’introduzione della frutta, ho introdotto il pasto di mezzogiorno a base di brodo vegetale (carota, zucchina, patata) addensato con il passato delle verdure usate per farlo e con crema di riso o di mais e tapioca. Gradualmente ho aggiunto altra verdura di stagione e in seguito la carne omogeneizzata oppure bollita e frullata.

Poco prima dei sette mesi avevo già abolito le farine per sostituirle con la pastina, anche se lui faceva un po’ fatica a deglutirle, e introdotto anche la cena con il pasto sempre a base di brodo vegetale e il formaggio.

Autosvezzamento

A nove mesi mangiava già la pastina al pomodoro, l’uovo nella purea e aveva anche già assaggiato l’anguria, il melone, l’orata alla griglia e il maialetto ?.

Adesso che di mesi ne ha quasi 11 continuo a proporgli le sue “pappe” (pasta al pomodoro, olio e parmigiano, alle zucchine, ai broccoli, il passato di verdure, la platessa fresca, e così via), ma quando ci sediamo a tavola puntualmente gli faccio assaggiare quello che stiamo mangiando noi!

Quindi concludendo posso affermare di non aver seguito uno schema rigido “classico “ perché ho sempre cercato di variare il più possibile l’alimentazione, introducendo anche assaggi di cibo non previsti alla sua età, e Nicolò a dieci mesi compiuti ha già assaggiato quasi tutto.

Dandogli le sue “pappe” ho la certezza di un pasto completo e facendogli assaggiare il nostro cibo a piccoli pezzi so che si abitua alla masticazione (nonostante i sette dentini ha sempre avuto “la fretta” di ingoiare senza masticare) e ai nuovi sapori.

Del resto è molto interessato al cibo e me lo ha fatto capire più di una volta e ha sempre mangiato tutto.

Purtroppo il problema è mio e della mia grande paura che possa soffocare con i pezzi di cibo grossi, ma quella penso non passerà mai ?

Svezzamento misto

Alcuni consigli.
Qui trovate uno schema pratico di svezzamento.
Se invece siete più propense all’autosvezzamento vi consiglio di leggere i libri di Andrea Re “Autosvezzamento per tutti” e quello di Lucio Piermarini “Io mi svezzo da solo“.

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