Inconsapevolmente mamma canguro

Crescere dei figli ad alto contatto significa viziarli, oppure aiutarli a diventare autonomi e sicuri di sé?

bed-sharing

Sue Gerhardt (psicologa) diceva “Essere tenuto tra le braccia con amore è il più grande stimolo allo sviluppo… nelle braccia della madre o del padre, dove c’è calore si è al sicuro, i muscoli si rilassano ed il respiro si fa più profondo, nello stesso modo accarezzare dolcemente e cullare lievemente scioglie le tensioni. La frequenza cardiaca del bambino si sincronizza con quella della mamma: se lei è rilassata e in armonia, lo sarà anche il bambino. Il sistema nervoso autonomo della madre comunica con il sistema nervoso del bambino, calmandolo attraverso il tatto.”

Prima di diventare mamma non sapevo assolutamente niente dei genitori ad alto contatto. Anzi, molto probabilmente se ne avessi sentito parlare, li avrei considerati esagerati.
Ma chi sono i genitori ad alto contatto?
Se come me non lo sapevate ve lo dico subito. I genitori ad alto contatto sono quei genitori che scelgono un metodo educativo basato su uno stretto legame corporeo con il neonato. Come per esempio portare il bambino in fascia, allattarlo a richiesta, condividere con lui il sonno (co-sleeping e bed-sharing).
Quindi… ebbene sì posso affermare che inconsapevolmente sono diventata una mamma canguro, ovvero una mamma ad alto contatto. Inconsapevolmente, perché non ho scelto di diventarlo, è stato un processo naturale, iniziato subito dopo il parto con lo skin to skin (il contatto pelle a pelle subito dopo la nascita) e facilitato successivamente dalla scelta del sonno condiviso e dell’allattamento al seno. Infatti averlo accanto nel letto mi permetteva di continuare a dormire quando lui si svegliava per la poppata (anche se per i primi mesi, per paura di fargli male, ho preferito alzarmi).
È stata una scelta voluta anche da mio marito e Nicolò che di mesi adesso ne ha quasi 17 e il seno non lo prende più, dorme ancora con noi. L’unico rimpianto che ho è quello di aver comprato un bellissimo lettino rimasto inutilizzato, tranne per qualche breve riposino diurno.

Ho scelto l’allattamento a richiesta. Esclusivo per i primi sei mesi. E ho continuato ad allattare a richiesta fino a quando è stato lui (a quasi 15 mesi) a staccarsi. È stata una bellissima esperienza a cui mi piacerebbe dedicare un post a parte.

Tenerlo in braccio, allattarlo, abbracciarlo, coccolarlo, tenerlo sul petto mentre dormiva, sono sempre stati tutti gesti istintivi e che continuo a scegliere.
Anche adesso che mio figlio ha 17 mesi io continuo ad evitare un approccio basato sul “rigore”. Preferisco ascoltare le sue richieste e assecondare i suoi bisogni.

Questo “approccio”, come accennato sopra, qualcuno lo definisce un metodo educativo, ma io non sono d’accordo. Io la considero un’evoluzione naturale, una risposta a una necessità. Almeno nel nostro caso, perché mio figlio ha ancora tanto bisogno di essere contenuto in un abbraccio, di addormentarsi sul mio petto e di sentire il nostro respiro mentre dorme.
Perché dovrei togliergli tutto questo?

Non ci sono formule preconfezionate e ogni genitore dovrebbe essere libero di fare ciò che ritiene sia più giusto. Ecco perché ho scelto di non ascoltare nessuno, ma di seguire mio istinto di mamma. Ecco perché non ho mai ascoltato i consigli di chi mi diceva di non prenderlo subito in braccio quando iniziava a piangere, o di chi mi consigliava di non addormentarlo tenendolo in braccio o dandogli il seno. E mi sono tenuta alla larga anche da chi mi voleva imporre di allattare a orari prestabiliti.
Ho fatto di testa mia, ignorando le critiche di chi pensa (tutt’ora) che lo sto(stiamo) viziando.
Il suo posto è ancora qui, tra le mie braccia, per un sonno fuori orario, per un momento di tenerezza o per una coccola. Perché so che un domani mi mancherà il bambino che correva a rifugiarsi proprio qui… qui dove batte il cuore.

Non c’è una scelta giusta per forza, ma diverse soluzioni da sperimentare e noi, almeno per ora, seguendo solo il nostro istinto e il nostro amore, senza regole, abbiamo trovato il giusto equilibrio per la nostra famiglia.

co-sleeping

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2 Comments

  1. zia Consu 24 aprile 2018 at 20:57

    Dovrò rileggere questo post appena diventerò mamma <3

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    1. Miky 13 maggio 2018 at 15:17

      Tesoro non vedo l’ora… <3

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